lunedì 24 novembre 2014

Claudio Capraro
Siamo esagerati noi cataldiani? Forse un pochino si, se pensiamo che da noi il Natale comincia molto in anticipo rispetto al resto del mondo, ma ormai da qualche anno a questa parte c’è chi ci ha superato ampiamente: i centri commerciali che non aspettano neanche che sia passato il due novembre, commemorazione dei defunti, e già hanno addobbato tutto lo spazio a disposizione con alberi, palle, luci, festoni, presepi bricolage, panettoni e torroni e poco importa se lo scirocco ti fa ancora sudare e Natale ti sembra tanto distante.


Comunque noi, le nostre famiglie, i tarantini veraci diamo il via al Natale molto prima di tutti gli altri. Si comincia di notte, anzi a dirla tutta si comincia già la sera prima, la sera del 21 novembre quando le mamme preparano sul tavolo tutto l’occorrente per la mattina successiva, quando assonnate avrebbero difficoltà a cercare negli stipi farina, lievito, olio, quindi le più previdenti “armano” la cucina con qualche ora di anticipo.

 Le tradizionaliste con la storica “frizzola” le più moderne con la friggitrice che magari fa meno puzza, ma i risultati sono tutti nettamente a favore delle prime. I papà preparano già il cd nel lettore in modo da farlo partire al primo colpo. I piccoli nei quali il “tarlo” ha già cominciato a scavare vanno a letto sperando di non dormire troppo profondamente in modo da poter sentire le note della banda…. E mentre tutti dormono, c’è chi si alza nel cuore della notte, si prepara e scende da casa per andare incontro alla banda.

 Tanto nel letto non riesci a dormire, quindi meglio uscire. La città è deserta, ti avvii verso il borgo da dove comincia il giro. Mandi un messaggio ai tuoi amici per sapere se stanno arrivando e con l’altra mano ti annodi meglio la sciarpa al collo. 

Il silenzio non è totale, il brusio lontano della grande industria attiva ad ogni ora, ti risuona nelle orecchie. Ogni tanto passa qualche auto e ti illumina con i suoi fari. Ad un certo punto ti sembra di sentire qualche nota; sarà vero o è fantasia? Acceleri il passo verso il posto concordato, il volume delle note aumenta, cerchi di intuire la melodia, si è Battista! Ecco il bagliore degli ottoni della banda, ci sono quasi, ecco la mole inconfondibile di Berardino, ecco gli altri amici, ecco è Natale.

E così cominci il giro, ad ascoltare le note melodiose delle Pastorali, spostandosi ora a piedi ora in auto da un punto all’altro della città. E proprio la frase “alle macchine!” scandita con tono perentorio dall’amministratore del complesso al termine del brano, sarà una delle costanti di questa notte.

“Alle macchine!” perché c’è da rispettare una tabella di marcia, “alle macchine!” perché bisogna accontentare tutti. Poi tra una marcia ed un'altra un caffè e soprattutto qualche pettola ti rifocillano e ti scaldano il cuore.

Tornato a casa l’ennesimo caffè e un bacio alla famiglia prima di correre in ufficio, nel frattempo i tuoi abiti si sono impregnati di fritto, ma tanto sarebbe inutile cambiarsi, oggi Santa Cecilia, il cataldiano lo riconosci così: dall’odore (non puzza!) di fritto.