giovedì 4 febbraio 2016

Luciachiara Palumbo

Una via D’Aquino al buio, illuminata dai soli lampioni è la protagonista di questo mio caro ricordo che riempie la memoria ora mentre torno a casa ascoltando A Maria Santissima Addolorata… Quella sera si gelava, il solito freddo fastidioso che rovina il clima di quelle due serate o forse le rende ancor più particolari. 

Percorrevo quel piccolo tratto di strada che lega la Chiesa di San Pasquale al Carmine ritornando dal consueto pellegrinaggio familiare ai Sepolcri della città vecchia. Sul marciapiede dell’Hotel Plaza camminavamo con andamento lento e potevo così osservare le poste che facevano rientro a casa. I cappucci svolazzavano mossi dal vento e sotto di essi potevano scorgersi i menti delle anime incappucciate che avanzavano a passo non lentissimo.
 

In lontananza si udivano le note di qualche marcia funebre intonata in Piazza Giovanni XXIII e quelle poste che fino ad allora si erano mosse velocemente iniziavano a nazzicare spinte dal suono e contente in cuor loro di ascoltare finalmente la dolce melodia… Per un istante rallentai ulteriormente la mia andatura, incantata, come se fosse la prima volta, davanti alla meravigliosa cadenza scandita dai piedi dei miei perdoni amati. 

Subito venni riportata alla realtà e invitata ad alzare il passo altrimenti avremmo fatto più tardi del previsto… Si, continuai a camminare anche se la testa era ormai altrove… I miei pensieri mi immaginavano vestita da confratello, con un cappuccio abbassato mentre sollevavo i piedi e poi li riappoggiavo a terra in perfetta sintonia con il mio compagno ed in perfetta armonia con la marcia che ormai avevo raggiunto davanti alla Chiesa. 

Ed ecco il profumo di Giovedì Santo, quella strana sensazione che ti stringe il cuore quasi a far male e che ti procura un strano effetto di felicità perché ancora davanti a te hai più di 24 ore per risollevarti, per chiedere perdono e per salire tu su quella croce… Perché è così, si ha la voglia di staccare quel corpo insanguinato, di salvare Cristo e di pagare da soli la nostra immensa e sovrumana colpa. I momenti che seguono l’arrivo in Piazza sono di confusione, la gente spinge per entrare in Chiesa e gli scout cercano in tutti i modi di evitare che l’incedere delle poste sia compromesso dagli spintoni. Ma poi una volta entrati è come se la folla sparisse, come se si creasse un vuoto intorno forse più facilmente comprensibile dai perdoni che di ciò che accade vedono ben poco… Lì c’è Lui, Cristo e fissando gli occhi nello splendore del tabernacolo fortemente illuminato si inizia a piangere sconvolti dalla bellezza dell’amore di Dio che ti sorprende con poco e allo stesso tempo sconvolti dallo scandalo di averlo mandato a morte per 365 giorni con i nostri stupidi atteggiamenti.

L’odore di incenso, l’intonazione del “Sia lodato e ringraziato ogni momento, il Santissimo e Divinissimo Sacramento” sono le uniche cose che si percepiscono in quell’istante di Passione allo stato puro. Sono alcune delle caratteristiche fondamentali della mia Settimana Santa che tendo a ripescare nella grossa rete della mia testa ogni qualvolta sono accompagnata dal dolore per qualcosa che è avvenuto.

Il Giovedì Santo è un matto e disperato tentativo di cambiare la sorte e come Maria alla mezzanotte scende tra noi per ricercare il Figlio così anche noi trascinati da Lei inevitabilmente lo cerchiamo in questa nostra vita fatta di ansie e di preoccupazioni che ci nascondono il suo volto e ci allontanano dalla vera gioia, da quella forza inspiegabile che domina tutto e che ci rende unicamente felici, l’Amore. Anche i bambini accompagnati dai genitori vogliono conoscere quel Gesù Crocifisso, vogliono osservare la sofferenza di Gesù e si avvicinano per questo ai banchetti incantandosi a guardare la bellezza delle figurine che ritraggono le nostre statue. 

Con le manine tendono ad afferrare una Colonna, un Ecce Homo mentre i volti dei genitori diventano severi proibendo di toccare. Qualche bimbo si fa forza e chiede “Me lo compri?” ed allora il cuore della mamma si addolcisce davanti ad una richiesta che non è di certo di un gioco… Una piccola offerta ed anche l’angioletto ha un Gesù tutto per sé che stringe tra le dita e a cui da un bacino così come gli è stato insegnato. Giovedì Santo, giovedì di pentimento, di attesa ma soprattutto giovedì di quell’Amore che abbraccia tutti indistintamente…