Umberto De Angelis
Per noi confratelli è naturale partecipare ai riti penitenziali nella Settimana Santa, come il pellegrinaggio del Giovedì Santo e percorrere le strade in abito di Rito a piedi scalzi e con il cappuccio calato sul volto.
Quando eravamo piccoli di quei “perdoni” ci ha colpito il fascino di quell’abito e il mistero di quegli uomini bianchi che camminavano a piedi scalzi. Prima lo abbiamo percepito come tradizione, poi da confratelli ne abbiamo compreso meglio il significato più autentico.
Quell’abito e quegli “accessori” che portiamo hanno ognuno un significato simbolico che ci caratterizza.
Il camice bianco rappresenta la veste battesimale; la mantella chiamata “mozzetta” di color crema, è del colore tradizionale della famiglia Carmelitana; lo “scapolare” che sulle due facce anteriore e posteriore ha impresso le parole “Decor” e “ Carmeli” (Decoro del Carmelo) è l’elemento più prezioso che caratterizza la spiritualità Carmelitana; il cappello nero a falde larghe bordato di azzurro insieme al bastone bianco chiamato “bordone” sono i simboli del pellegrino; il flagello sul lato sinistro, il cappuccio bianco calato sul volto e i piedi scalzi sono i simboli della penitenza. In mano il rosario conforta il pellegrino nella preghiera.
La presenza dei perdoni, proprio per il fatto che sono nel loro abito di rito, nell’anonimato del cappuccio che copre il loro volto, è testimonianza di Fede in mezzo al popolo. I confratelli partecipano ai Riti non per farsi vedere come uomini, ma per essere riconosciuti come comunità penitente, nel loro pio esercizio a vantaggio proprio e di tutti i fedeli che partecipano al loro cammino e all’adorazione di Gesù Eucarestia.
Quello che ci rende differenti, unici, uomini, sono proprio e solo quei piedi scalzi che molti si fermano a guardare, a fotografare, a riprendere. In quei piedi ci sono le storie personali di noi confratelli giovani e anziani, le strade che abbiamo percorso. Quelle dita che ritmicamente nel lento dondolio della nazzècata si staccano dal pavimento per poi spingere sulla strada, facendoci avanzare passo dopo passo, sono il contatto semplice con l’essenzialità della vita, con i valori veri spogliati del superfluo. I piedi e la strada sono freddi, come a volte lo è la nostra natura umana, ma durante il cammino piano piano quel freddo scompare, sentiamo dentro di noi il calore del Dono di Amore e di Riconciliazione che abbiamo ricevuto dal Signore che, fattosi uomo, ha percorso scalzo il suo Calvario, ci ha amati come fratelli e ci ha salvati.
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lunedì 23 marzo 2015
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