mercoledì 5 novembre 2014


Mattia Giorno

È ormai risaputo tra i fedeli che il buon cristiano deve rispettare regole morali che disciplinano la sua vita e le sue azioni. Proprio così, nei gesti più semplici e quotidiani, siamo chiamati ad osservare e diffondere la volontà di Dio all’interno della nostra comunità.

Sono proprio le cose che a volte sembrano banali o scontate che in realtà marcano e sottolineano lo spirito dei credenti, rimandandoli così ad una più ampia missione, quella dell’evangelizzazione.

Oggi più che mai esiste la necessità di essere protagonisti dell’amore di Dio, di essere testimoni di fede e strumenti della Sua volontà, per garantire che il Suo amore raggiunga i posti più remoti e le persone più deboli.

In questo mondo, dove ormai in molti cedono alle tentazioni, è importante che tutti noi restiamo uniti nel nome di Gesù per avere in Lui la certezza che in ogni circostanza è possibile tornare ad essere buoni cristiani nel mistero che duemila anni fa lo vide crocifisso per noi.

Come dicevo prima è proprio nella quotidianità dei nostri gesti che mostriamo quanto sia forte e radicata la nostra fede, divenendo a tal punto testimoni vivi di carità e misericordia.

In occasione del pellegrinaggio diocesano al santuario di San Pio da Pietrelcina, il nostro amato Arcivescovo ha ricordato nella sua omelia come sia importante che il cristiano manifesti nelle sue singole azioni l’amore e la devozione che ha per Dio, divenendo conforto per i malati e sostegno per i deboli. Egli ha inoltre ricordato come nei gesti della fede dobbiamo essere in grado di diffondere il messaggio evangelico per creare una comunità di fratelli pronta al servizio degli uni verso gli altri.

Ispirandomi a queste parole vorrei ora aprire un riflessione su quello che noi confratelli del Carmine facciamo all’interno della nostra vita, non solo nel momento in cui indossiamo l’abito ma sempre.

Quella che per molti di noi è divenuta consuetudine in realtà cela in sé la bellezza di una tradizione che rimane nel tempo, creata per onorare la Vergine del Carmelo e per avvicinare la comunità alla preghiera. Ognuno di noi, dal momento in cui entra a far parte di questa splendida comunità, ha in sé uno scopo ben preciso, quello di mantenere in vita lo stile carmelitano in ogni singola azione.

Proprio in merito voglio ora mettere in luce la bellezza di ciò che noi confratelli facciamo. Tutto quanto riguarda la vita della nostra confraternita diventa per noi qualcosa che, seppur mantenendo in essere il seme della fede, può risultare come un copione in fase di rilettura. Ogni qual volta noi ci accingiamo ad indossare l’abito di rito ripetiamo gli stessi passaggi, come ogni qual volta ci prepariamo ad uscire in processione o a pregare dinanzi all’effige di Gesù Morto il giovedì sera. Lo stesso vale per la processione dei Sacri Misteri, dove costantemente ripetiamo gli stessi gesti, dal rito preparatorio alla soave nazzicata accompagnata dalle note musicali delle bande.

Se ci fermiamo un attimo a riflettere ci accorgiamo di come ogni anno ed in ognuno di questi momenti vi sia la ripetizione di qualcosa, qualcosa di splendido che serba in sé la bellezza della tradizione e dell’unione tra tutti i confratelli. Se poi andiamo oltre questo e pensiamo alle innumerevoli opere di carità, che tuttavia possono sempre crescere, alle opere di fede e di preghiera, notiamo come nel nome della nostra Vergine del Carmelo ci sia davvero tanto amore e devozione verso Dio e la sua Chiesa e come, ancora oggi, siano vive le ritualità che i nostri predecessori vollero creare e tramandare. Tutto questo però deve continuare ad essere al centro di una vera vita cristiana, dove mai dobbiamo stancarci di essere missionari e testimoni.


Pensando a ciò deve scaturire in noi una fervente voglia di servire sempre più la nostra famiglia carmelitana, per lasciarci ancora una volta toccare dalle candide e pure mani della nostra Mamma, chiedendo a Lei di continuare ad intercedere per noi presso Dio. Decor Carmeli fratelli, ora e sempre nella semplicità e nella spontaneità dei nostri gesti e delle nostre preghiere che non dobbiamo mai stancarci di ripetere e che dobbiamo insegnare, con lo stesso entusiasmo con cui gli apprendemmo, a chi verrà dopo di noi.