mercoledì 1 aprile 2015

Antonino Russo 

Anche quest’anno l’Arciconfraternita del Carmine ha invitato le scuole di Taranto a recarsi in Pellegrinaggio presso la nostra Chiesa e anche questa volta la risposta si sta mostrando di grande efficacia.


Oggi pomeriggio ho avuto il privilegio di accompagnare una classe di prima elementare a questo appuntamento: privilegio di genitore, di Confratello, di credente e di Tarantino.

Vado con ordine: ad accoglierci sul Sagrato c’era Peppe Carucci, guida d’eccezione in questo percorso di fede, storia, cultura e tradizione.

I bambini si sono quindi accomodati in Chiesa.

Tra quei banchi, insieme all’insegnante, erano presenti i miei figli, mia moglie e altri genitori che hanno accolto con entusiasmo la grande opportunità che la nostra comunità confraternale stava donando ai bambini.

Peppe ha saputo raccontare ai piccoli ospiti e a noi adulti la storia della Confraternita passando poi ad illustrare l’abito di rito e il bordone.

Non vi nascondo che mi è tornato alla mente con non poca emozione quando Peppe, Maestro dei Novizi, mostrò a me e ad altri cari amici  lo stesso abito durante il noviziato. Un cenno al Pellegrinaggio del Giovedì Santo, al saluto che da secoli scambiamo incrociando il rosario con il bordone, e poi una analisi sulle statue e i simboli della Processione dei Misteri.

La classe è stata letteralmente ipnotizzata dal suono della Troccola che ha rotto un silienzio surreale che la classe stessa aveva creato mostrando grande attenzione.

Deposta la Troccola c’è stato un momento molto emozionante: Francesco Pignataro ha aperto le teche che conservano alcune delle statue portate in Processione e Peppe ne ha illustrato le caratteristiche principali: La Cascata, La Colonna, L’Ecce Homo, Cristo all’orto in una prospettiva nuova, più intima.

Ma il vero capannello di bambini si è formato attorno a Gesù Morto: un dolce bisbiglìo fatto di commenti che nascono da un cuore puro: un momento davvero commovente.
Abbiamo infine recitato il Credo e le preghiere previste per ricevere l’indulgenza plenaria in occasione di questo anno giubilare.


Qualche seme è stato lanciato nel cuore di questi fanciulli con l’auspicio possa germogliare la vocazione alla vita della Confraternita: in ogni caso è stato un momento di crescita e arricchimento reciproco, un dono di cui rendere grazie al Signore.