giovedì 26 novembre 2015

Per la consueta rubrica degli "amarcord"  vi riproponiamo un bel pezzo del nostro Claudio Capraro .
S.P.


Claudio Capraro 

Tradizione. Per tradizione la nostra Confraternita ha stabilito i suoi usi e costumi; le regole, gli statuti i regolamenti. Per tradizione si sono affermati con il passare degli anni e dei secoli i riti, le processioni. Il nostro abito è frutto anch’esso di tradizioni. C’è però un’altra tradizione che non è scritta in nessun regolamento, in nessuno documento ufficiale, ma è una tradizione alla quale tutti noi confratelli del Carmine siamo particolarmente legati. Una tradizione che vuole che obbligatoriamente per essere confratello del Carmine devi essere “stuedc”, stupido.

No, non c’è da sorridere. Lo dico per chi legge e non è confratello o non conosce questa secolare convinzione che può apparire strana. “Come sarebbe vi vantate di essere definiti o di definirvi voi stessi stupidi?” Ebbene sì; mi vanto di essere confratello del Carmine e conseguentemente di essere stuedc. E sì che la storiella da cui tutto parte è solo un pretesto: d’estate a luglio per la festa della Titolare con un sole cocente andiamo con le calze e con le scarpe, mentre giovedì e venerdì Santo quando fa freddo e molto spesso piove andiamo a piedi nudi. Il nostro essere stuedc non si manifesta solo in questo, ma in tante altre occasioni per tutta la durata di un anno.

Cosa diciamo di un nostro amico quando è innamorato perso della sua amata, quando per lei non ricorda più gli impegni, dimentica gli amici, parla di amore invece che di pallone? Diciamo: “ha studichito!”, è diventato stupido. Ed è questo il senso del nostro essere stuedc: siamo innamorati! Innamorati della nostra Arciconfraternita, della nostra Titolare, della nostra chiesa, delle nostre tradizioni, del nostro abito, del nostro oratorio, delle nostre statue.

Tutto questo amore per un amore più grande di tutti: l’amore per Gesù. E allora in questa ottica sì che siamo fieri e contenti di essere definiti e di definirci stupidi. Siamo stupidi nell’essere zelanti ogni volta che partecipiamo ad una funzione, siamo stupidi nell’essere “maniaci” del Decoro, siamo stupidi per parlare a luglio di squadre per il venerdì santo, siamo stupidi per rivedere per la decima volta il dvd con le immagini dell’ultima processione dei Misteri e ogni volta riusciamo a scorgere un particolare che ci era sfuggito nella visione precedente, siamo stupidi perché sempre rivedendo quel dvd al momento del rientro sulle note della marcia che ha accompagnato quegli ultimi metri, ci scende sempre una lacrima sul volto. 

Siamo stupidi perché ogni volta che percorriamo via D’Aquino con il canale navigabile alle spalle, arrivati in quella piazza, la nostra testa scatta automaticamente verso l’alto e i nostri occhi non possono fare a mano di guardare quella iscrizione che ci è nota prima ancora di leggerla “Beatae Virgini A Carmelo Dicatum”; o perché arrivando dal lato opposto non possiamo non guardare prima verso il portone della sacrestia oppure subito dopo verso il balcone che guarda su piazza della Vittoria, perché quella è casa nostra.

Siamo stupidi e quindi innamorati pazzi della nostra Mamma, la cui festa si sta avvicinando e per la quale altro che scarpe e calze, saremmo capaci indossare o fare qualunque cosa. 

Chiamateci pure stuedc, ma tanto non ci offendente, anzi ne siamo orgogliosi.